Copertina 9

Info

Anno di uscita:2012
Durata:41 min.
Etichetta:Nuclear Blast

Tracklist

  1. WHEN TIME FADES AWAY
  2. SONS OF WINTER AND STARS
  3. LAND OF SNOW AND SORROW
  4. DARKNESS AND FROST
  5. TIME

Line up

  • Jari Mäenpää: vocals, guitars, keyboards
  • Kai Hahto: drums
  • Teemu Mäntysaari: guitars
  • Jukka Koskinen: bass

Voto medio utenti

“Time is a created thing. To say 'I don't have time,' is like saying, 'I don't want to.”

E non si sa bene se i Wintersun non abbiano davvero avuto tempo o non abbiano voluto trovarne, fatto sta che ci è toccato aspettare ben 8 lunghi anni per poter ascoltare questo "Time I", che alla lunga è diventato un po' il "Chinese Democracy" dei finlandesi capitanati dal lungocrinito Jari Mäenpää, ai più noto come ex membro degli Ensiferum. Ne sarà valsa la pena?

Altroché. E ne è valsa talmente la pena che adesso attendere "solo" 1 annetto (così dicono, sarà vero?) per avere tra le mani "Time II" sembra di dover aspettare un'eternità.
Si perchè "Time I", e mai titolo fu più profetico, è solo la prima parte di un lavoro lungo 6 anni, un lavoro iniziato nell'ormai lontano 2006 con l'annuncio del nuovo album, che si sarebbe dovuto chiamare semplicemente "Time". Jari annunciò l'album come qualcosa di notevole e complesso, mastodontico, in cui ogni canzone era composta da una molteplicità incredibile di tracce audio. Monumentale.
Fatto sta che questa notevole complessità compositiva è stata solo una delle aggravanti per i notevoli ritardi subito dal disco dei finlandesi.
Nel 2007 sembrava quasi fatta, con le tracce di batteria, basso e chitarra già registrate. Ma era solo la prima di una lunga serie di false speranze di uscita. La seconda era una preview di 15 secondi di una delle tracce, a cui fece seguito l'interruzione delle esibizioni live per addirittura un intero anno, nel 2009. Tempo regalato all'album, si disse.
Arriva il 2010, viene annunciata la realizzazione di un altro paio di tracce, ma dell'album neanche l'ombra. Manca sempre qualcosa, qualche intermezzo vocale qua, qualche schitarrata la, e "Time" è sempre più in ritardo. Il tempo passa.
Nel 2011 sembra la volta buona, ma questa volta è il turno di problemi di carattere tecnico, con il mixer che sembra impazzire e i fans che iniziano a spazientirsi. Passa quindi un altro anno e finalmente nel 2012 arriva l'annuncio ufficiale: le lancette di "Time" vengono spezzate e avremo quindi a che fare con due album, "Time I" e "Time II".
E' l'Ottobre 2012 e finalmente l'album esce nei negozi.
E' giunta l'ora.
La prima traccia del disco, "When Time Fades Away", è una splendida intro strumentale di 4 minuti, e così come promesso da Jari ormai 6 anni fa sono le musicalità orientali a farla da padrone. A tratti sembra quasi di ascoltare un disco di Kitaro, immenso musicista giapponese magari non così noto ai più, che con la sua abilità alle tastiere riesce ogni volta a ricreare un mondo magico e purpureo. I Wintersun dimostrano qui di saper fare lo stesso, oltre a dimostrare un'abilità fuori dal comune e una poliedricità incredibile, riuscendo a trasportare l'ascoltatore in una dimensione assolutamente fuori dal tempo. Tempo, perchè qui l'argomento principale è sempre e comunque lo scorrere e il ticchettare delle lancette.
E dopo un poker di giri ecco esplodere nelle casse "Sons of Winter and Stars", che si ricollega all'intro per i primi secondi, salvo poi sprigionare tutta la sua potenza ed epicità, grazie soprattutto alle notevoli orchestrazioni e alla voce graffiante di Jari, per una prima parte di canzone a cavallo tra il black e il death. E ho parlato di prima parte a ragion veduta, perchè questa seconda traccia è l'esempio lampante della complessità paventata dai finlandesi 6 anni fa: a fronte di un inizio orientato al black, si prosegue con inserti power, sinfonici, con la voce di Jari che muta forma e colori e si adatta ogni volta perfettamente al tappeto sonoro intrecciato dai suoi compagni, dalla sua chitarra e dalle sue tastiere. Un musicista completo e eclettico quindi, in grado di trasporre queste sue caratteristiche nella musica che compone e che suona.
La successiva "Land of Snow and Sorrow" è invece piuttosto canonica, anche se parlare di canonico in questo "Time I" è un azzardo, improntata prettamente sul lato più power e sinfonico e in cui le vocalità clean sono in netta prevalenza sul resto. E' una canzone malinconica, ovattata dalla neve e dal dolore che appaiono nel titolo in maniera decisamente appropriata, per 8 minuti di sofferenza esclusivamente emotiva, dato che dal punto di vista musicale e compositivo siamo di fronte a un piccolo gioiello.
La quarta traccia, "Darkness and Frost", è invece un "semplice" intermezzo esclusivamente musicale che funge da ponte tra la traccia precedente e la conclusiva "Time", epitome e summa di un lavoro pantagruelico e certosino, che ha si richiesto 6 anni per essere completato ma ci viene presentato senza una minima sbavatura. La traccia riprende le sonorità orientali dell'intro, la malinconia di "Land of Snow and Sorrow" e l'aggressività di "Sons of Winter and Stars" e le fonde in un unica entità, caricandola inoltre di un'epicità unica e irripetibile, che ha il suo zenit emotivo nella parte centrale, ben accompagnata da un comparto tecnico assolutamente sugli scudi, figlio di una maniacale ricerca della perfezione.

Cosa manca quindi a "Time I" dei Wintersun per essere perfetto? Semplice, gli manca tempo. Ma come, dopo 6 anni ancora stiamo a parlare di tempo? Ebbene si, perchè sono più che convinto che "Time II" è e sarà il completamento del cerchio, la realizzazione di un capolavoro che rimarrà nella storia. Qualcosa di senza tempo, insomma.
Sta a voi ora non perderlo questo tempo e correre a ordinare "Time I", perchè sono più che certo che vi regalerà grandi soddisfazioni.

Quoth the Raven, Nevermore..
Recensione a cura di Andrea Gandy Perlini

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 18 dic 2013 alle 12:57

Non solo questo è il disco del 2012, ma è uno dei dischi della mia vita. E' stato la colonna sonora di un periodo triste ma bello. Lo ascolto ancora tantissimo a distanza di un anno e non ha perso un grammo della sua eccezionalità.

Inserito il 20 nov 2012 alle 15:36

ahahahah :D più lo ascolto e più mi piace, ed ora sono passati bei mesi!!!

Inserito il 20 nov 2012 alle 11:57

dopo il commento di caldarone..c'è la conferma..se non piace a lui è il disco dell'anno!!!

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