Copertina 8

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2004
Durata:45 min.
Etichetta:Karmageddon Media
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. TOTEMS
  2. LAGUZ - WITHIN THE LAKE
  3. MY VISUAL WORLD
  4. CELTIC CROWS
  5. WAKE TO WITHER
  6. REVERSE
  7. BIRD SONG
  8. RAVEN NIGHT - NIGHTFLIGHT MIX
  9. SLEEPING BEAUTY
  10. TOUCH OF MORPHEUS

Line up

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Dopo aver realizzato tre album ispirati alla tradizione pagana del nord Europa, la sacerdotessa Andrea Haugen ritorna sulle scene con la sua vecchia creatura Nebelhexe, più orientata verso il racconto di esperienze, sensazioni, sogni e magia, come racconta la stessa artista norvegese. Aiutata dal grande Cosmocrator (già con Windir e Zyklon) e da Thorbjorn Akkerhaugen (anche proprietario dello studio in cui l'album è stato registrato), Andrea ci prende per mano e ci accompagna in un viaggio dove sentimenti di pace, di calma e di rilassatezza sono sempre bilanciati da un certo senso di urgenza, di sottile tensione, che attraversa tutti e dieci i brani. Il significato dell'accompagnamento è sottolineato dalla scelta vocale di Andrea, sofferta e piena di interpretazione, la cui modulazione ricorda molto in alcuni punti Dolores dei Cranberries. La musica di Nebelhexe è in grado di riconciliare l'anima con lo spirito della natura, di congelare fretta ed affanni per portarci a riflettere attraverso esperienze di altri mondi e piani paralleli. Un viaggio possibilmente da affrontare da soli con gli occhi chiusi, o ballando nudi in mezzo alla natura stessa... non ci sono altri mezzi per apprezzare questo lavoro, se non quello di viverlo fino in fondo. Anche se "Laguz - Within The Lake" è più orientato verso un gothic/darkwave di facile ascolto, lo spessore e la precisione dei pezzi evita di farli scadere nel banale, rendendo anche il ritornello più orecchiabile una litania impossibile da scacciare una volta insediatasi nella nostra testa. Le dieci canzoni sono tutte molto varie, e incentrate su atmosfere diverse: la tensione di "Celtic Crows" fa da contrasto perfetto con la precedente "Visual World" più rilassata ed intimista, ad esempio, creando un filo logico difficile da scindere nei singoli ascolti. Quanto alla tecnica musicale, l'album è cantato e suonato in maniera impeccabile. Oltre alla voce di Andrea, di cui abbiamo già detto abbastanza, sono le leggerissime chitarre e una programmazione discreta a rendere vincente il lavoro dei due musicisti. Tutti gli strumenti, sia quelli acustici che quelli più metallici, sono studiati per suonare in modo poco invadente, ed accompagnare invece che superare o coprire. "Reverse" sarebbe potuto diventare un discreto pezzo darkwave simile all'ultimo lavoro di Mortiis, ma il delicato lavoro chitarristico lo porta a diventare uno degli highlight dell'album... è questo il segreto di Andrea Haugen e dei suoi numerosi progetti paralleli: la grande ricerca e la voglia di sperimentazione che spinge lei e i musicisti coinvolti a migliorarsi, superarsi e confrontarsi. "I don't want to follow a path... I want to create my own and leave a trail...".
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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