Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2012
Durata:18 min.
Etichetta:Metallic Media

Tracklist

  1. VERSUS DAEMONIUM
  2. NOX OBSCURA SORTIS
  3. IN THE FORGOTTEN DEPTH 2012
  4. EQUIMANTHORN (BATHORY COVER)

Line up

  • Hate: Vocals
  • Storm: Guitars
  • Asmodeus: Guitars
  • Disangelium: Bass
  • Dionysos: Drums

Voto medio utenti

A 4 anni di distanza dal più che valido debutto “Ain”, fanno rientro sulle scene i fiorentini Rexor dopo una pausa forzata in cui il coinvolgimento in una non ben precisata inchiesta giudiziaria e l’abbandono di ben 3/5 della formazione, ne hanno rallentato l’attività. Si presentano ora con questo ep dal titolo “Nox Obsura Sortis”, composto da due tracce inedite, un vecchio brano ri-registrato e la cover del classico “Equimanthorn” degli immortali Bathory, per un totale di 4 brani di ferale e spietato Black Metal.

Dopo una rumorosa introduzione ambient di oltre 3 minuti, ha inizio il brano di apertura “Versus Daemonium” e da subito si capisce con cosa si ha a che fare. Gli ingredienti non sono cambiati rispetto al passato: chitarre taglienti, tempi ultra veloci spezzati da brevi rallentamenti e uno screaming convincente e maligno al punto giusto, sono alla base del sound della band. L’ispirazione massima era e resta la matrice nordica del Nero Verbo, specialmente Mayhem e Marduk, oltre ai primissimi Bathory, che rappresentano uno sguardo al passato fino alle origini del genere. L’oscurissimo black metal della band fiorentina, per quanto non proponga nulla di nuovo, risulta essere assolutamente di alto livello e nonostante le soluzioni adottate non facciano gridare al miracolo per innovazione e originalità (caratteristiche che non credo rientrino negli intenti dei Rexor), i brani non annoiano e non provocano nessun attacco di sonnolenza. C’è talmente tanta cattiveria e ferocia nelle tracce di questo ep da far passare tutto il resto in secondo piano. Anche il tributo ai Bathory è riuscito appieno, con una cover di “Equimanthorn” ben fatta e fedelissima all’originale.

Disco consigliatissimo ai fan della band e a tutti gli irriducibili Blackster presenti sul globo.
Recensione a cura di Simone Carta

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