Copertina 8

Info

Anno di uscita:2012
Durata:42 min.
Etichetta:Eisenwald

Tracklist

  1. AN OVERDOSE ON COSMIC GALAXY
  2. ASTEROID OF SORROW
  3. OXYGEN
  4. BREATHE IN THE SULPHUR / A LIGHT METEOR SHOWER
  5. GRAVITY
  6. FLOWERS BLOOM AND FLOWERS FALL, BUT I'M STILL W
  7. INFINITY
  8. YOUR SMILE MIRRORS THE SUN
  9. WISH

Line up

  • Tim Yatras: All Instruments

Voto medio utenti

Tim Yatras, mastermind del progetto Germ, qui al suo esordio, è un musicista che non riesce a stare con le mani in mano.
Le sue collaborazioni all'interno della scena estrema australiana non si contano: Woods of Desolation, Austere, Grey Waters, Nazxul, solo per citarne alcune e adesso, giusto per non farsi mancare niente, il nostro mette su questo solo-project il cui primo embrione musicale risale al 2003.

Dopo un processo compositivo lungo e travagliato, il gruppo esordisce finalmente con questo "Wish", un lavoro, diciamolo subito, di difficile interpretazione e di difficile classificazione.
Viste le esperienze del buon Tim mi sarei aspettato, infatti, uno shoegaze-black metal tanto in voga di questi tempi, ed invece la musica che andiamo ad ascoltare è un, riuscitissimo, mix di elettronica, depressive rock alla Sentenced, pop e partiture black metal di ampio respiro, tutti elementi che contribuiscono a dare a questo disco un taglio arioso e spaziale.

"Wish" non è, dunque, un lavoro oscuro ma punta, piuttosto, su un feeling che definirei cosmico dal momento che il signor Yatras ha sicuramente alzato lo sguardo verso le stelle per trarre l'ispirazione che lo ha portato a comporre i brani dell'album.
Quello che più colpisce, in positivo, di questo lavoro è la spontaneità con cui il nostro passa attraverso tutti gli aspetti musicali dei quali vi ho parlato in precedenza. Non si avverte mai una singola forzatura all'interno dei pezzi sebbene sia possibile ascoltare, ad esempio, un cantato pulito molto elegante affiancato ad uno scream estremo, oppure dolci noti di pianoforte che si contrappongono a partiture elettroniche che starebbero bene in un quaunque CD di gente come VNV Nation o, ancora, pregevoli assolo di chitarra che sembrano stridere con le lunghe fughe strumentali dallo squisito sapore "stellare" che riempiono, in lungo ed in largo, il lavoro.
"Wish" è, dunque, un album molto bello, e lo è senza mezzi termini.
Ma è anche un album che potrebbe spiazzare l'ascoltatore per il suo saper osare in ambiti musicali, solo apparentemente, molto distanti.
Chiunque non avesse paura di abbandonare la "sicurezza" di strade già ampiamente percorse da tanti artisti per gettarsi in un lungo viaggio verso il cosmo infinito non deve lasciarsi sfuggire "Wish" e le sue suggestioni tanto melodiose quanto estranianti.

Davvero una gradita sorpresa.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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