Copertina 8

Info

Anno di uscita:2011
Durata:31 min.
Etichetta:Prosthetic Records

Tracklist

  1. DAY FORTY TWO: DAMAGE PROSE
  2. DAY FORTY FOUR: SLUMCULT & GATHER
  3. DAY FORTY ONE: EVERY WALK A QUARANTINE
  4. DAY FORTY THREE: EVICTIONARIES
  5. DAY THIRTY TWO: ALL BY THE CONSTANT VULSE
  6. DAY THIRTY FOUR: SORDID EARNINGS
  7. DAY THIRTY THREE: THE FACTS
  8. DAY THIRTY FIVE: SAINTPEELERS
  9. DAY FORTY SIX: MANIC IN THE GRIPS
  10. DAY THIRTY SEVEN: SOVEREIGN THROUGH THE PINES
  11. DAY FORTY SEVEN: DRAG THE WOUNDS ETERNAL
  12. DAY THIRTY SIX: SCARS ALIGN

Line up

  • Ryan Mckenney: vocals
  • Brian Izzi: guitars
  • Stephen LaCour: bass
  • Michael Sharp: drums

Voto medio utenti

Una fucilata in pieno volto, una scarica elettrica che attraversa tutto il corpo e che contrae i muscoli in maniera spasmodica, senza tregua, lasciandoti esanime alla fine: ecco come descrivere il terzo album degli americani Trap Them intitolato "Darker Handcraft", un concentrato rabbioso di crust/hardcore e grind che in 30 minuti spazza via qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Brani veloci, epilettici, ficcanti e mai prolissi caratterizzano questo disco, con chitarre dal suono entombediano che ricordano vagamente i "cugini" Black Breath, anche se l'ago della bilancia dei Trap Them pende decisamente più dalla parte dell'hardcore/grind piuttosto che verso il death metal. La voce del cantante Ryan Mckenney è il prototipo delle vocals crust, urlate e incazzate quanto basta e di certo sono l'accompagnamento ideale per la musica furiosa che questa band propone. Accanto a rasoiate come "Damage Prose", "Slumcult & Gather", "Every Walk A Quarantine", la nasumiana "Sainpeelers" trovano posto in tracklist anche brani più meditati e meno votati all'assalto sonoro 'no compromise' come la splendida "Scars Align", la groovy "Evictionaries", "Drag The Wounds Eternal" o "Sordid Earnings", capaci di stemperare almeno temporaneamente i toni di un album carichissimo e violento.
Come detto in apertura, "Darker Handcraft" è una vera e propria scarica di adrenalina che consigliamo agli amanti del crust/grindcore che non potranno rimanere delusi dal nuovo disco dei Trap Them. Un ascolto è comunque consigliato anche agli ascoltatori delle frange più estreme di metal, con cui potranno trovare diversi punti di contatto.
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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