(Napalm Records)Visions of Atlantis - Delta

Copertina Gli austriaci Visions of Atlantis si sono costruiti una solida fama in ambito symphonic metal grazie ad albums coerenti e stabilmente ancorati ai cliché del genere, senza mai riuscire tuttavia a dare quel colpo di coda che li sollevasse dall’aura mediocritas in cui si sono trovati a sguazzare. Protetti da una label che crede in loro come la Napalm, la band ha mantenuto una line-up stabile sin dagli esordi, particolare che ai giorni nostri sa di notizia eccezionale, visti i continui cambi di formazione in cui incappano la maggior parte delle bands. È quindi quantomeno curioso che, mentre mi accingo a scrivere questa recensione, arrivi la notizia della partenza del bassista Mario Lochert… non è che porto sfiga??

Il quarto album dei VoA, dunque, si intitola “Delta”, che come tutti saprete è, appunto, la quarta lettera greca. La miscela sonora della band non è cambiata di un grammo, con l’ottima mistura delle due voci di Maxi (operistica e da mezzosoprano) e Mario (potente e mascolino, senza mai eccedere nella durezza). Alle loro spalle, una band solida, che sa costruire con intelligenza power songs riffose il giusto, come ad esempio la bella e easy listeningNew Dawn”, di cui potete guardare il video in fondo alla recensione. Per il resto, c’è tutto quel che vi aspettereste: power metal infarcito di tastiere e di partiture classicheggianti, una solidissima sezione ritmica ed un ottimo lavoro delle chitarre di Wener, che nella maggior parte dei casi preferisce tenersi ancorato ad un riffing potente e ben definito, piuttosto che stare a ‘sfrocoliare’ con i solos.

Le belle canzoni non mancano, ma alla fin della fiera, mi toccherebbe tirar fuori i soliti nomi (Nightwish, Within Temptation e soci) per darvi un corretto termine di paragone utile ad inquadrare i Visions of Atlantis. Anche questo quarto capitolo, infatti, pur essendo un disco godibile e ben fatto, non fa gridare al miracolo, né per inventiva né per ispirazione, fatto com’è per piacere agli estimatori del genere, senza alcun coniglio estratto da un qualche cilindro. Bella e magniloquente “Elegy of Existence”, come anche l’opener “Black River Delta”, anche se qualche lieve calo qualitativo fa perdere alla band il famigerato mezzo punto in più. Consigliato agli amanti delle bands succitate ma, ripeto, non il disco del secolo.


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Ultimi commenti dei lettori

Avatar Inserito il 26 luglio 2011 alle 13.28

Stabile, non fissa. Hai ragione, ma intendevo dire che, negli ultimi 20 albums che ho recensito, ogni volta è una "caccia alla line-up", visto che di solito cambiano un sacco di persone. Al confronto, i VoA si sono difesi piuttosto bene.

Avatar Inserito il 23 luglio 2011 alle 14.08

"la band ha mantenuto una line-up stabile sin dagli esordi" Veramente sul disco precedente cantava Melissa Ferlaak che ha lasciato il gruppo nell'2007...

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Genere: Power Metal
Anno di uscita: 2011
Durata: 44 min.
Tracklist:

  1. BLACK RIVER DELTA
  2. MEMENTO
  3. NEW DAWN
  4. WHERE DAYLIGHT FAILS
  5. CONQUEST OF OTHERS
  6. TWIST OF FATE
  7. ELEGY OF EXISTENCE
  8. REFLECTION
  9. SONAR
  10. GRAVITATE TOWARDS FATALITY

Line up:

  • Maxi Nil: Vocals
  • Mario Plank: Vocals
  • Wener Fiedler: Guitars
  • Mario Lochert: Bass
  • Martin Harb: Keyboards
  • Thomas Caser: Drums

Voto medio utenti: Nessun voto

6,5
Recensione a cura di
Pippo 'Sbranf' Marino
In vendita su EMP
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