Copertina 7

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2011
Durata:45 min.

Tracklist

  1. PISTON HEAD
  2. MERCURY FALLING
  3. A GOOD DAY FOR THE CROWS
  4. MAGGOT SONG
  5. FROM NOW-HERE TO NOWHERE
  6. SYCOPHANT
  7. THE DEAD-END STREAM
  8. FUTILE MAN
  9. SCARS
  10. DRIFTWOOD

Line up

  • Ville Laihiala: vocals, guitar
  • Antti Leiviskä: guitar
  • Marco Sneck: keyboards
  • Antti Remes: bass
  • Tarmo Kanerva: drums

Voto medio utenti

Quinto album per la band formata dall'ex voce dei Sentenced... e che album!
Confesso che è il secondo che ascolto attentamente... e mi ci sono voluto più ascolti del solito per riuscire a scriverci qualcosa sopra.
L'energia è indubbiamente molta ed incanalata tutta nella stessa direzione... questo fa piacere certamente, quello che si può dire è che Drive non è un disco moscio!
Distorsioni sature all'inverosimile di chitarre e basso, sostenute da tappeti di tastiere, sulle prime impercettibili, ma che poi si capisce che li senti solo quando mancano, batterie decisamente aggressive e "sporche" al punto giusto... tutto sovrastato da una voce tra le più caratteristiche e riconoscibili al mondo, non virtuosa, non perfetta, non eccezionale... ma con una sincerità, una profondità e un timbro pazzeschi, affascinanti, quasi ipnotici.
La prima volta che sentii i Poisonblack è stato dal vivo, facevano da supporter ad un concerto dei Lacuna Coil e la voce di Ville mi colpì molto positivamente (mia moglie venne colpita da altro ma questa è un'altra storia) e la band suonò molto molto bene.
Se dal vivo vanno come dei treni, anche nei dischi non scherzano. Drive ne è la conferma.
Il muro di suono che ti viene addosso è indiscutibilmente potente, energico e aggressivo... ti fa tremare i woofer e ti fa anche arrabbiare i vicini se non usi dei volumi moderati, ma devo dire la verità dopo un po' stanca e comincia a risultare un po' monotono.
Tutto sommato fino a metà, l'album risulta molto bello, poi continuando nell'ascolto perde quel certo "effetto sorpresa" che dovrebbe sempre esserci per tenere vivo l'interesse.
Note negative? Si, qualcuna c'è... alcune strofe e sopratutto un ritornello in brani diversi si assomigliano un po' troppo! Certamente un peccato e, anche se si potrebbe attribuire la colpa al genere suonato in questo album, non è certo una bella figura da fare davanti ai fans...
In conclusione il disco è comunque un ottimo lavoro e anche se tutto l'album non è propriamente all'altezza, lo consiglio comunque, con la raccomandazione di non fermarsi al primo ascolto.
Recensione a cura di Guido 'Sybelius' Zerbin

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