Copertina 7

Info

Anno di uscita:2003
Durata:45 min.
Etichetta:Season Of Mist
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. TRAGICAL MEMORIES
  2. CURSED DESTINY
  3. SECLUSION
  4. THE PROPHETESS
  5. HOPE
  6. CRIMSON TRAIL
  7. CONCEPTION
  8. ENCLOSED

Line up

  • Jarlaath: vocals
  • Medusa: vocals
  • Dorian: guitar
  • Neo: guitar
  • Agone: bass
  • Zoltan: keyboards
  • Garlic: drums

Voto medio utenti

E anche per i Penumbra è giunto il momento del fatidico terzo disco, il disco della verità, quello che ti consacra o ti bolla come perdente. Purtroppo ogni valutazione di questo tipo è da rimandare ad un prossimo disco perchè questo davvero non riesce nè nell'intento di consacrarli, nè in quello di bocciarli del tutto; forse è un bene perchè le potenzialità le hanno tutte: sono un gruppo molto fresco e originale pur rimanendo ancorati ad alcune tradizioni che li legano indissolubilmente al metallo di ottima fattura si distaccano da molti cliches dettati dai trands del momento, la scelta della voce maschile e femminile risulta molto più azzeccata che in tanti altri gruppi, riuscendo realmente a donare qualcosa di particolare alla musica e ai testi. Allora cosa manca a questi Penumbra? Manca quella convinzione che rende credibile un gruppo come i Manowar, inarrivabili quei mostri sacri come gli Entombed, o innovativi gli In Flames o ancora affascinanti come i My Dying Bride. Ho volutamente preso in considerazione i gruppi più disparati per far capire che la convinzione è requisito fondamentale qualsiasi genere si scelga di suonare. Volendo fare un discorso squisitamente musicale la loro proposta può essere inquadrata come una sorta di goth-prog come diversi influssi folk; le melodie sono molto belle e le linee di chitarra sono semplici e accattivanti. La voce maschile è buona, ma è quella femminile, di Medusa, ha donare quel quid in più alla loro musica; per il resto la band suona affiatata e compatta senza eccessivi cali di tensione nel disco che ha una durata, a mio avviso, adeguata e non spropositata come a volte capita (dischi che arrivano a 75-80 minuti di questo genere sarebbero indigesti praticamente a chiunque). Ci sono anche delle parti con inserti elettronici e non manca l'uso di strumenti non proprio convenzionali, come le cornamuse nella terza traccia, "Seclusion". Nonostante ciò non si arriva quasi mai a rimanere particolarmente impressionati e dopo alcuni ascolti il disco cala un pò. Peccato perchè la longevità è un fattore determinante secondo me e un disco deve essere valutato, per quanto possibile, soprattutto per la sua fruibilità nel tempo e non solo nel periodo immediatamente successivo alla sua uscita. E' comunque un disco che farà la felicità di tutti quegli amanti di buona musica alla ricerca di un prodotto complesso, ma non cervellotico, che non si fa scrupoli nell'inserire un sampler o un passaggio del tutto estraneo al metal (vedi la traccia numero quattro, "The Prophetess" con una melodia orientaleggiante da brividi). Spero vivamente che i Penumbra tornino alla carica con un nuovo album al più presto perchè il tempo della maturità è quasi giunto e sarebbe un dispiacere vederli persi dopo queste incoraggianti prove.
Recensione a cura di Alessio 'Slayer' Noè

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