Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:1989
Durata:50 min.
Etichetta:EMI

Tracklist

  1. SLIP OF THE TONGUE
  2. CHEAP AN' NASTY
  3. FOOL FOR YOUR LOVING
  4. NOW YOU'RE GONE
  5. KITTENS GOT CLAWS
  6. WINGS OF THE STORM
  7. THE DEEPER THE LOVE
  8. JUDGEMENT DAY
  9. SLOW POKE MUSIC
  10. SAILING SHIPS

Line up

  • David Coverdale: vocals
  • Steve Vai: guitars
  • Adrian Vandenberg: guitars
  • Rudy Sarzo: bass
  • Tommy Aldridge: drums

Voto medio utenti

Reduci dal successo mondiale di “1987”, gli Whitesnake non persero tempo nel battere il ferro finché caldo, e si dedicarono subito alle registrazioni di quello che poi sarà “Slip Of The Tongue”. Un ritorno alle sonorità dei primi dischi sarebbe stato completamente controproducente per Coverdale che, visto l’enorme apprezzamento e la sempre più crescente popolarità della band, decise di continuare dritto sulla strada di un sound orientato molto più sul Glam/Hair Metal. Ancora una volta però, i problemi di formazione furono un problema per gli Whitesnake, i quali cominciarono a manifestarsi sin da subito.

Non solo John Skyes abbandonò la band poco prima della release di “1987” per controversie con Coverdale, ma anche Vivian Campbell lasciò dopo la fine del relativo tour, lasciando come chitarrista in formazione Adrian Vandenberg, il quale però ebbe un infortunio al polso prima delle registrazioni di “Slip Of The Tongue”, che gli impedì di suonare temporaneamente. Alla corte degli Whitesnake fu quindi chiamato Steve Vai, che si occupò della gran parte del songwriting del disco.

Immagine

Se paragonato al suo predecessore, “Slip Of The Tongue” risulta essere, se possibile, molto più orecchiabile in alcuni frangenti, ed epico in altri. Si passa dalla Titletrack che rispetta tutti i canoni del genere Glam, fra un ritornello catchy e delle tastiere molto in evidenza, a “Judgement Day” che mostra un David Coverdale in gran spolvero in un pezzo con un crescendo veramente impressionante, e stesso discorso può esser fatto anche per “Wings Of The Storm”, dove però un riffing più di impatto di Vai fa la differenza. Anche stavolta gli Whitesnake decidono di puntare su una ri-registrazione di un vecchio pezzo, in questo caso “Fool For Your Loving”, rivisto in chiave più heavy metal e che sicuramente brutto non è. Coverdale stesso però, non fu convinto fino all’ultimo di includere il pezzo rivisitato nel disco, ma sia i produttori Mike Clink che Keith Olsen lo persuasero del contrario. Con le varie “Cheap An’ Nasty”, “Kittens Got Claws” (leggere il testo per farsi quattro risate) e “Slow Poke Music” la band torna su sonorità più radio oriented, in maniera molto simile a band che da lì a poco stavano emergendo nella scena, come i Bon Jovi. Pezzi sicuramente efficaci, ma che sono un po’ privi di quella classe presente in “1987”. Discorso a parte infine va fatto per “Sailing Ships”, semiballad che, a parere di chi scrive, rientra nei migliori pezzi dei Whitesnake di sempre, con un Coverdale sugli scudi per tutta la durata, e la chitarra di Vai che nei minuti finali diventa assoluta protagonista.

“Slip Of The Tongue” venderà altrettanto bene, portando gli Whitesnake a suonare per gran parte in location da tutto esaurito, al Monsters Of Rock per la terza volta nella loro carriera, e in molte date in Giappone. Non mancarono però le critiche incessanti, che accusavano Coverdale di essersi allontanato in maniera troppo estrema dal loro sound originale, fatto che fu messo all’attenzione da Gary Moore nel pezzo “Les Clones”, presente sul disco “After The War” del 1989, dove criticava la somiglianza in termini musicali tra le diverse band dell’epoca e di come l’ispirazione ai Led Zeppelin fosse arrivata al plagio. Questi fattori e anche la necessità di prendersi uno stop dalla scena musicale portarono Coverdale ad annunciare lo scioglimento della band dopo la fine del tour. “Slip Of The Tongue”, nonostante una non perfetta omogeneità dei pezzi inclusi, e dove i primi segni di stanchezza diventavano evidenti, è un album che non per questo va dimenticato e riposto, anzi, può esser visto come la continuazione di “1987”, in maniera leggermente meno ispirata, ma certamente di impatto.



Recensione a cura di Francesco Metelli
Slip of the tongue

Slip of the Tongue is the eighth album by the British hard rock band Whitesnake, released in 1989.

Co' la lingua noooo!!

Davidino nel pieno del vigor vocale, attorniato da una superband come mai ne protemo rivedere. Steve Vai ad eseguire le parti scritte da Vanderberg-che non aveva potuto registrare perchè infortunato-e a lasciare la propria caratteristica impronta negli assoli. Ottimo Sarzo, ed Aldridge che picchia come un fabbro. Uno dei miei sogni? Sentir suonare questo disco al Gods, come i DT con Images & Words. Come ogni lavoro che abbia alla voce e come grande architetto Mr. MY MY BEEIBE: da non perdere!

EPOCALE

Letteralmente, un pilastro della mia crescita musicale! Peccato che Vai come ritmico non mi dica niente... i pezzi sono monumentali!

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 21 feb 2022 alle 11:45

Per me, ancora oggi nel 2022, disco epocale. Lo so a memoria.

Inserito il 21 feb 2022 alle 08:22

Prendete "Sailing Ships" e buttate tutto il resto dell'AOR: avrete comunque tutto quello che vi serve. Iperbole ovviamente giusto per far capire l'ENORMITA' del disco presentato. Sicuramente uno dei 10 da portare sulla famosa isola.

Inserito il 01 set 2017 alle 14:59

E' triste vedere David Coverdale seguire il richiamo del dollaro yankee, sotto il controllo di Steve Vai.Questi potrebbe saccheggiare tutti i suoi compagni di band di lunga data e "ricreare" lui stesso come una stella dell'Hard'n'Heavy(con innumerevoli rotazioni del videoclip attorno a MTV)Abbastanza giovani o bambini. L'altro aspetto di questo, quello che molti di voi potrebbero non essere consapevoli, e' che i fan del Regno Unito non si prendono gentilmente di vedere i loro gruppi preferiti homegrown, ma improvvisamente vengono ad essere "diluiti" da "no Name "da caldi musicisti americani e da un enfasi sulle USAhits.Lo stile degli Stati Uniti e l'azione degli Stati Uniti sulle international chart. Il sospetto e' che molti fans britannici si sentono traditi dopo aver seguito la band intorno ai piccoli clubs e le sale teatrali.Racconta quello che vuoi, ma nel Regno Unito, questo è sempre stato un problema.

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