Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2010
Durata:51 min.
Etichetta:Dragonheart
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. NERO ENIGMA
  2. WHEN APRIL DIES
  3. OPHRYS
  4. 5025
  5. SHALLOW
  6. THE TRIAL OF LIFE
  7. MECHANICAL DELIGHTS
  8. MONOLOGUE
  9. MODUS OPERANDI

Line up

  • Fabio “Thunder” Bellan: guitars, vocals
  • Omar Roncalli: bass
  • Attilio Coldani: drums

Voto medio utenti

Il quinto album dei Thunderstorm, la formazione bergamasca da tempo ai vertici del panorama doom nazionale, assume particolare importanza perchè segna una parziale variazione stilistica nel processo di crescita del gruppo. Certo non parliamo di uno stravolgimento epocale, le caratteristiche di pathos, tensione drammatica, oscurità e malinconia che avevano segnato i lavori precedenti, sono ancora ben presenti in questo. Ma è comunque innegabile una certa tendenza verso architetture meno epiche e più genuinamente hard rock, che talvolta si manifesta in un impatto diretto e roccioso, ed in altri momenti perfino in richiami all’antico dark-sound settantiano dei vari Black Widow, Pentagram, Bedemon, Sarcofagus e compagnia.
La migliore testimonianza giunge proprio dalla bellissima title-track, posta in apertura dell’album. Il riff spesso e quadrato, la voce Ozzy-iana, il ritmo marziale, sono altrettanti omaggi ai Black Sabbath più maturi, così come alla recente generazione doom di Cathedral, Sheavy, ecc. Anche nella seguente “When april dies” si nota la rinuncia ad un pizzico di teatralità per guadagnare parecchio in risolutezza e decisione. Situazione che si presenterà altre volte nel corso del lavoro, escludendo la casualità e confermando una precisa scelta del trio lombardo.
In effetti, anche l’idea alla base del disco, un concept sulle vittime di un killer seriale, mostra qualche riferimento al cinema “nero” italiano degli anni ’70. La copertina invece pare evocare un celeberrimo Hitchcock d’annata, pur se il risultato non è troppo accattivante.
Come detto, non mancano comunque episodi più vicini alle coordinate tradizionali dei Thunderstorm, ad esempio la mesta e crepuscolare “Shallow”, impreziosita dal solismo di Bellan, o la sontuosa “Mechanical delights”, epic-doom di scuola Candlemass. Momenti ricchi di atmosfera plumbea, senso di perdita ed abbandono, con sviluppi maggiormente articolati e dove il trio adotta un atteggiamento più delicato e sofferto.
E’ proprio grazie a questo connubio di conferme e ragionate novità, che la band nostrana manda un forte segnale di vitalità a tutti i fans e gli appassionati. I Thunderstorm non si sono adagiati su una formula comunque positiva, ma ancora oggi cercano di perfezionare e rendere ancora più brillante il loro doom di ottima qualità.
Per i miei gusti, “Nero enigma” è l’opera più completa, varia, fantasiosa e vibrante, realizzata dal gruppo nella sua decennale carriera. In ogni caso, la dimostrazione che nel nostro paese abbiamo musicisti all’altezza degli interpreti internazionali più blasonati.

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