Copertina 8

Info

Anno di uscita:2010
Durata:non disponibile
Etichetta:Frontiers Records

Tracklist

  1. 442 (INTRO)
  2. ARMAGEDDON
  3. SO ALIVE
  4. GENERATION WILD
  5. REBEL
  6. SAVE HER
  7. DOWN WITH THE DUST
  8. NATIVE NATURE
  9. CHEMICAL
  10. BOUND TO FALL
  11. BEAUTIFUL PAIN

Line up

  • Martin Sweet: Guitar
  • Simon Cruz: Vocal
  • Peter London: Bass
  • Eric Young: Drums

Voto medio utenti

Bello, bello, bello... non "in modo assurdo" ma bello parecchio!!!!!
Potrei concludere qui... ma dato che ho appena iniziato... che gusto ci sarebbe?
Ebbene, "Generation WIld" dei Crashdiet sembra, anzi è, un disco con i cosiddetti!
Dico sul serio... mi è piaciuto parecchio, mi è piaciuto perché ho provato quelle belle emozioni che provavo quando da giovincello ascoltavo gli Skid Row, i Guns 'n' Roses, i Bon Jovi (e chi mi legge ormai sa bene a che periodo mi riferisco).
Il lavoro dei Crashdiet inizia con una bella intro che sulle prime è poco identificabile ma poco dopo parte a tutta birra con il collaudatissimo ed energico stile "batteria basso chitarra e voce"; sembra quasi di trovarsi a bordo di un dragster che allo scattare della luce verde schizza in avanti e ti appiccica al sedile! Non per nulla il primo brano porta il titolo "Armageddon" in pieno stile WASP (ve li ricordate i Wasp vero?).
Proseguo nell'ascolto e mi ritrovo proiettato con l'immaginazione ai "bei vecchi tempi" agitando la capoccia in pieno stile "rokkettaro", alla quale senza nemmeno accorgermi ho sciolto i capelli ancora lunghi abbastanza per essere fatti roteare; mi ricompongo solo dopo la fine di "Rebel" durante la quale mi sorprendo in uno sgangherato tentativo di air drums... anche perchè sono passato al brano successivo "Save Her" il più (passatemi il neologismo) skidrowiano/bonjoviano di tutti.
Lo stile è rock con la "ere" maiuscola ed è un rock che ti prende in pieno la faccia... e nel modo tra i più belli: suoni eccellenti, un mix da manuale, bella front voice e cori ottimamente usati. I soli di chitarra sempre al momento giusto e mai senza strafare supportati da una ritmica degna di un premio.
Unica pecca? forse una leggera mancanza di originalità... ma a pensarci bene questo tipo di rock ormai è quasi uno standard e uscire dai binari significherebbe fare una minchiata.
Che dire più di così? Non saprei... a parte: "ANDATEVI A COMPRARE STO DISCO!!!!!!!"
Recensione a cura di Guido 'Sybelius' Zerbin

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