Copertina 5,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2003
Durata:55 min.
Etichetta:Massacre
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. DYING LAND
  2. FLY INTO THE NIGHT
  3. WHERE WILL I GO
  4. CAN'T EXPLAIN
  5. LIFE
  6. HEAR ME
  7. SOULS UNITE
  8. RAIN OF REVIVAL
  9. FOREVER STAY
  10. WAITING
  11. EVERY DAY

Line up

  • Stefan Hertrich: vocals
  • Tommy Herrmann: guitars
  • Tom Gilcher: guitars
  • Martin Motnik: bass
  • Stephan Zandt: drums

Voto medio utenti

Cambio di label per i tedeschi Darkseed e subito nuova uscita (beh dai, quasi, sono passati tre anni dal precedente 'Diving Into Darkness') per Massacre Records. Il sound della band del mastermind Tommy Herrmann non si discosta molto da quello classico della band, anche se più volte su questo concept a sfondo spaziale, le linee strizzano molto l'occhio ad un mood più easy e melodico, senz'altro meno metallico ma più tondo e lavorato. L'album nel complesso si ascolta più che bene, anche se un paio di se (scusatemi il gioco di parole) e di ma, sono da muovere: con tutto il rispetto per i Darkseed, qua sembra di sentire i Paradise Lost spruzzati con un bel pò del profumo a marca Tiamat... le songs sono praticamente un riassunto della produzione che Holmes e Mackintosh hanno nel corso degli anni dato alle stampe (a cominciare dalle linee vocali, passando per il riffing fino all'utilizzo delle keyboards) missato con il mood della band di Edlund del periodo di 'A Deeper Kind Of Slumber' e di 'Skeleton Skeletron'… in più le songs tendenzialmente seguono tutte lo stesso andamento, che seppur buono e ritmato, non lascia molto spazio alla variazione sonora, portando un pochino alla noia (ah, scusate, dimenticavo, c'è spazio anche per i Lake Of Tears, in 'Rain Of Revival'). Al quinto album, sarebbe lecito aspettarsi qualcosina di più da una band del genere, che sembra oramai troppo radicata in se stessa e su idee musicali già sviluppate in maniera più che egregia da altre bands... e dire che le melodie melanconiche, il tocco vellutato e sentimentale non sembra mancare al combo germanico (lo dimostra anche l'innesto di una bellissima voce femminile). In conclusione, platter che andrà sicuramente bene per il mercato Gothic Metal, ma che a conti fatti, si accoda diligentemente con tanti altri gruppi dietro ai grandi nomi che tirano (o hanno tirato) la carretta.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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