Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2003
Durata:46 min.
Etichetta:Napalm
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. SONS OF RIDDERMARK
  2. SWORD'S SONG
  3. THE MARK OF THE BEAR
  4. BUCCANEERS INN
  5. ATTACK OF THE ORCS
  6. DRAGONSLAYER
  7. KHAZAD-DÛM PT2
  8. HORNS OF GONDOR
  9. THE WAR OF WRATH
  10. FORKED HEIGHT
  11. THE CURSE OF THE KINGS (BONUS TRACK)

Line up

  • Patrik Mennander: male vocals
  • Kaisa Jouhki: female vocals
  • Jyri Vahvanen: guitars
  • Miika Kokkola: bass
  • Henri Vahvanen: drums
  • Maria: keyboards

Voto medio utenti

Cominciamo col dire che questo platter è stato “catalogato” come Epic non tanto per la musica (molto più vicino al Gothic Metal, in realtà), ma soprattutto per i temi trattati e per l’immagine della band (fate un salto sul loro sito, vi prego!). Umani, Elfi, Nani, Hobbits ed Orchi si ritrovano ancora una volta insieme, sotto il nome di Battlelore, per sfornare un nuovo capitolo di Metallo (questo è il loro secondo album) sulla base delle novelle Fantasy del Maestro Tolkien. L’originalità non è il massimo, questo no, ma comunque questa band finlandese ha dalla sua diverse frecce al proprio arco (che sia quello di Legolas?): per prima cosa, un’eccellente produzione, una grandissima voce maschile, capace di alternare ottime clean vocals a growls come Dio comanda (per darvi un’idea, mixate queste tre bands: Gorefest, Edge Of Sanity e Moonspell), una altrettanto valida voce femminile, un suono compatto e non dispersivo. Torniamo però al punto un pochino meno convincente, ovvero l’originalità… prendete i Nightwish spogliateli della voce, ed il gioco è fatto! Guitar riffing ruvido e tellurico, keyboards che giocano con partiture ora ultra orecchiabili, ora più atmosferiche, ora più apocalittiche (lo stampo è quello dei Children Of Bodom…) ed una base ritmica chirurgica e cristallina. Musicalmente, le tracks che svettano più in alto di tutte, come un vessillo di battaglia, sono senz’altro l’opener ‘Sons Of Riddermark’ (perfetto preludio dello scontro imminente), ‘The Bucaneers Inn’, dal riffing aperto e dal gioco di tastiere se vogliamo un pochino infantile, ma di grande effetto: un’ottima song che vi farà scuotere la testa e vi convincerà fino in fondo (la derivazione Goth Metal è veramente marcata), la grintosa e cattiva ‘Attack Of The Orcs’ (forse quella interpretata meglio dal singer Patrick), la strumentale epicissima (questa si!) ‘Horns Of Gondor’ e la seguente ‘The War Of Wrath’, in cui la contrapposizione tra la rocciosità della strofa e la romantica delicatezza elfica del bridge centrale, la rende forse la più dinamica del platter. Alla fin fine, questo ‘Sword’s Song’ è comunque un album carino, da ascoltare più e più volte con il sorriso stampato sul faccione, adatto magari come colonna sonora delle vostre letture Fantasy o come supporto per una bella seduta a AD&D, tra un tiro di dado ed un altro. Ed allora, che l’avventura abbia inizio, prodi Cavalieri di Rohan!
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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