Copertina 7

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2003
Durata:57 min.
Etichetta:SPV
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. BLACK LIKE SUNDAY
  2. ROCK PILE
  3. DANGER ZONE
  4. WORKING MAN
  5. DREAMS
  6. FINISHED
  7. SCREAMER
  8. BAD LUCK
  9. DOWN
  10. WON'T TURN BACK
  11. TWO 2
  12. YOU'RE THE ONLY ONE
  13. JOHNNY
  14. SAVE US

Line up

  • Doug Pinnnick: vocals, bass
  • Jerry Gaskill: vocals, drums
  • Ty Tabor: vocals, guitar

Voto medio utenti

Black Like Sunday è il titolo della nuova realizzazione dei King's X, il rock trio americano da più di venti anni sulle scene e con una invidiabile discografia alle spalle. Questo lavoro non rappresenta una nuova pubblicazione, bensì una ri registrazione di brani risalenti al passato della band (in particolare al periodo 1980/83) che per un motivo o l'altro non hanno mai visto la luce su album, benché la band usasse proporre tali brani dal vivo. E proprio in seguito alla insistente richiesta dei fan dei King's X, in particolare in America, la band ha deciso di offrire un'importante testimonianza del proprio passato con questo Black Like Sunday.
L'originalità e l'innovazione di questa band, nonché il valore dei singoli musicisti, è qui riproposta in ben 14 tracce che costituiscono sia un prezioso prodotto per chi volesse scoprire la band, sia per gli amanti dei King's X, i quali saranno in Europa (si spera anche in Italia) a partire dal prossimo settembre.
Il materiale contenuto è stato scelto dopo l'ascolto da parte dei 3 musicisti delle registrazioni di vecchi concerti durante i quali i presenti brani venivano proposti, evidentemente con grande successo. L'hard rock melodico e personale dei King's X, caratterizzato dall' alternato cantato da parte di entrambi i 3 musicisti e dalla ricerca sonora mai scontata seppur "classica" nel suo genere, traspare ampiamente da ogni singolo brano, il cui ascolto si fa come sempre gustoso e coinvolgente.
Questo disco rappresenta un po' la storia musicale dei King's X, pescando da più punti della lunga carriera del trio, e tramite il quale è possibile analizzare lo sviluppo musicale di una band che, soprattutto nel nostro Paese, meriterebbe un maggior successo e ammirazione.
Recensione a cura di Marco 'Mark' Negonda

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