Copertina 7,5

Info

Demo
Genere:Black Metal
Anno di uscita:2009
Durata:non disponibile

Tracklist

  1. RADIX PROPAGANDA
  2. WEAK BLOOD OMEGA
  3. BLACK SOUL RISING
  4. RANDEVOUS IN EXTINCTION
  5. ARMAGEDDON COMES

Line up

  • MB: guitars, synths
  • D666: vocals, bass, synths

Voto medio utenti

Ci sono scelte estreme e oltranziste, compiute esclusivamente allo scopo di far parlare di sé, che si rivoltano indietro come boomerang nei confronti dei propri autori. E ci sono invece decisioni prese con testa e coscienza, decise perché si crede in qualcosa, che si tramutano in ottime realtà altrimenti irrealizzabili. E' il caso dei carismatici Elitaria, che si muovono contro la mercificazione della musica in un ambiente dove ormai tutto è mosso dalla sete di soldi e fama. Per questo motivo non chiedono denaro in cambio della loro arte, bensì mettono a disposizione tutto il materiale per lo scaricamento gratuito sul sito ufficiale della band. Addirittura questo "Tyrannize" mi è arrivato in una curatissima confezione A5 che mi ha trasmesso immediatamente la passione con cui questi due ragazzi hanno concepito l'opera.
Spostatisi da tempo dalle contaminazioni elettroniche, gli Elitaria hanno deciso di concentrarsi su un black/death industriale e apocalittico, dove lo scopo non è quello di far ballare l'ascoltatore ma di disturbarlo e alienarlo. Ottime a proposito risultano le marcescenti intro e outro, con particolare riguardo a quest'ultima che riesce a trasmettere una sensazione di angoscia opprimente in un futuro post-atomico dominato da violenza e desolazione. Nei restanti tre brani ci troviamo di fronte a un assalto frontale dominato dalla sintetica sezione ritmica, impegnata a tratteggiare battiti che assomigliano a cannonate nelle parti veloci e a marce marziali nei rari momenti più cadenzati. L'aspetto vocale, che a tratti mi ha ricordato i Cynic di "Focus" con le loro voci filtrate, è invece impostato su un più canonico growl che accompagna nel modo migliore l'aggressione estrema garantita dal continuo graffiare delle chitarre. In alcuni frangenti il tutto può riportare alla mente gli Aborym, non così distanti dai nostri per quanto riguarda intenzioni e attitudine. "Tyrannize" è sicuramente un lavoro degno di nota, ottimamente concepito e intelligentemente realizzato anche senza aver a disposizione mezzi importanti. Dimostrazione che quasi sempre la passione può sostituire i soldi, ma che raramente può accadere il contrario.
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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