Copertina 8

Info

Dvd
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2009
Durata:180 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. CATCH OF THE CENTURY
  2. SACRIFICE
  3. BABYLON
  4. LAVATORY LOVE MACHINE
  5. LAND OF A MIRACLE
  6. TEARS OF A MANDRAKE
  7. VAIN GLORY OPERA
  8. DRUMS SOLO
  9. SUPERHEROES
  10. FUCKING WITH FIRE
  11. SAVE ME
  12. MYSTERIA
  13. OUT OF CONTROL
  14. AVANTASIA
  15. KING OF FOOLS
  16. DOCUMENTARY
  17. PROMOTIONAL VIDEOS: ALL THE CLOWNS
  18. KING OF FOOLS
  19. LAVATORY LOVE MACHINE
  20. SUPERHEROES
  21. MINISTRY OF SAINTS

Line up

  • Tobias Sammet: vocals
  • Dirk Sauer: guitars
  • Jens Ludwig: guitars
  • Tobias Exxel: bass
  • Felix Bohnke: drums

Voto medio utenti

Erano rimasti solo gli Edguy, tra le band di successo dell'ultima generazione, a non aver ancora fatto uscire un dvd che ne immortalasse un'esibizione dal vivo. Ci avevano provato nel 2004, quando registrarono un concerto a San Paolo, in Brasile, in occasione del tour di “Hellfire Club”. Ci furono però dei problemi tecnici di natura imprecisata, e il tutto sfumò. Due anni dopo, in piena promozione dello splendido “Rocket Ride”, i cinque giullari tedeschi tornarono sul luogo del delitto e immortalarono un'incendiaria performance davanti ad un pubblico caldissimo e dannatamente su di giri. Eccoci dunque qui a parlare di “Fucking with fire”; titolo che, al di là della citazione dall'omonimo brano, è tutto un programma riguardo alle quasi tre ore di contenuti che ci siamo trovati a visionare. Iniziamo subito col dire che di roba non ce n'è molta. Per carità, io non sono mai stato un fanatico dei dvd doppi, tripli o quadrupli che fossero, con quarantacinque ore di contenuti speciali, interviste, immagini backstage e chi più ne ha più ne metta. Possiedo parecchi titoli nella mia collezione personale, ma credo di non averne mai visto uno nella sua totalità. Quando infilo un dischetto nel lettore voglio poter vedere innanzitutto un concerto dall'inizio alla fine, per cui da questo punto di vista sono assolutamente soddisfatto. Probabilmente però, quei fan collezionisti accaniti di materiale, quelli che vogliono sapere tutto, ma proprio tutto della loro band preferita, non troveranno abbastanza pane per i loro denti. A parte lo show di San Paolo, il menu comprende infatti un'intervista di circa un'ora a tutti i membri della band, divertente e ottimamente realizzata e una raccolta di tutti i video ufficiali da “Mandrake” in avanti (non credo ne siano stati girati in precedenza ma correggetemi se sbaglio). Tutto qui. Un po' pochino davvero, soprattutto se si considera che per gli Edguy si tratta del primo prodotto di questo tipo.
A parte questo però, la qualità di ciò che offre la casa è decisamente superlativa. L'esibizione di San Paolo è splendida, in tutto e per tutto secondo gli standard a cui la band ci ha abituato negli ultimi tempi. Nell'arco di circa 90 minuti vengono snocciolati una serie di perle mica da ridere, da “Babylon” a “Vain glory opera”, passando per “Mysteria” e “Out of control”. Una setlist molto simile a quella proposta in Italia nell'arco dello stesso tour e che a parte la brevità e la dimenticanza totale dei primi due dischi, può dirsi senza dubbio vincente. Alta è anche la qualità delle riprese, anche se non era forse necessario dirlo. Più interessante invece, è il fatto che la regia è sufficientemente concentrata sul concerto, reso in maniera realistica, senza tutti quegli effetti e alterazioni delle immagini che oggi vanno per la maggiore. Niente “effetto videoclip” dunque, come accaduto ad alcuni lavori da me visionati in precedenza, ma solo il sano sudore della musica dal vivo. Il pubblico, da parte sua, offre un contributo prezioso saltando, battendo le mani e cantando ad un ritmo frenetico che non può non coinvolgere anche chi è seduto in poltrona. Si ha l'impressione che tutte le recriminazioni da me fatte in passato riguardo alla setlist troppo immobile e allo scarso numero di brani, qui contino decisamente poco: il pubblico ha voglia di sentire Tobi e compagni suonare a mille all'ora, tutto il resto è superfluo.
Al di là della forma smagliante del quintetto, un altro motivo di interesse è dato dal documentario allegato: evitando la formula spesso noiosa del ripercorrere dall'inizio la storia del gruppo, i cinque tedeschi si mettono davanti alle telecamere per raccontare impressioni sparse sulla loro carriera, sulla rapida crescita del gruppo e sul loro rapporto col successo. Sempre con una grande componente autoironica che fa sì che, senza prendersi troppo sul serio, risultino non per questo meno credibili. La loro attitudine sincera, la loro voglia di divertirsi, il loro non cedere mai alle pressioni e alle regole del music business, vengono fuori qui più che mai, e costituiscono una spiegazione più che soddisfacente del loro meritatissimo successo. Esilarante poi è il modo in cui si prendono in giro tra loro (è soprattutto Felix il bersaglio delle frecciate), come scherzano sulle loro ballate (“E' evidente – dice a più riprese Tobi - che siamo una “Stadium band”. E' solo che non è stato ancora riconosciuto in pieno”). Ammirevole poi è la scelta di dedicare un buon quarto d'ora alla presentazione dei roadie e dei vari tecnici che accompagnano il gruppo in tour: un segno di grande affiatamento e di notevole statura umana, di gente che è cosciente che è lì dov'è anche per la fatica e i sacrifici di altri.
Un lavoro, questo “Fucking with fire”, che rende pienamente onore a quello che oggi sono diventati gli Edguy: semplicemente una delle migliori realtà del nuovo millennio, una delle poche che sembra avere le qualità per rimanere quando i colleghi più vecchi e titolati non ci saranno più. Questi ragazzi hanno bravura e personalità da vendere. E il primo che si ostinasse ancora a ripetere il solito discorso secondo cui si sono allontanati dal power metal, si sono snaturati, hanno tradito, ecc. Beh, costui dimostrerebbe di aver capito ben poco di ciò che realmente sta dietro a questa band. E a ben vedere, è anche un vantaggio ulteriore il fatto che questo dvd sia stato registrato ai tempi di “Rocket Ride”, il disco che più di tutti ha fotografato la voglia di Sammet e compagni di percorrere una strada personale, lontana da facili luoghi comuni. L'ultimo “Tinnitus Sanctus”, l'ho già detto, si muove sulla stessa direzione, ma ha fatto qualche concessione di troppo al manierismo. Vedremo come sarà il prossimo lavoro. Nel frattempo godiamoci questo dvd: è un qualcosa che non può mancare nella casa di chiunque si definisca metallaro.
Recensione a cura di Luca Franceschini

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