Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2009
Durata:46 min.
Etichetta:Go Down
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. COLLIRIO D’OLTREMARE
  2. E’ PERMESSO
  3. POVERO DIAVOLO
  4. MANDRIA
  5. IL PONTE DEI FRATI
  6. DUE PUNTI PER UNA LINEA
  7. F.T.
  8. INFRAROSSE PART I (ETERNA)
  9. INFRAROSSE PART II (GHIRLANDE)
  10. INFRAROSSE PART III (BRILLANDA)
  11. REVERBERATION

Line up

  • Filippo Leonardi: guitars, vocals, synth
  • Giacomo Faedi: bass
  • Giulio Casoni: drums

Voto medio utenti

Nuovi segni di vitalità per lo scenario heavy alternativo, che continua a proporre formazioni interessanti in campo nazionale. I Pater Nembrot debuttano sulla lunga distanza con un album targato Go Down, etichetta nostrana sempre attenta a seguire le realtà stoner/psych.
Infatti il trio ci accoglie subito con la bella sferzata heavy-rock “Collirio d’oltremare”, un tiro corposo ed incalzante che illustra l’aspetto più stoner della band. Il sound solido e “stonato”, con qualche piacevole gancio melodico, che ritroviamo in brani come “E’ permesso” e “Il ponte dei frati”, dove emerge un vago sapore Fu Manchu.
In altri frangenti, vedi l’ottima “Povero diavolo” e “Due punti per una linea”, il gruppo adotta l’incedere nervoso e sornione di certo grunge saturo, accentuandone le componenti acide e graffianti.
Ma i Pater Nembrot hanno ancora in serbo la loro grande attitudine per le sonorità liquide e psichedeliche. Quindi estraggono dal cilindro la lunga title-track, fulgido esempio di mantra lisergico giocato sulle sognanti fasi spaziali, ravvivate da esplosioni psych-rock di pregevole fattura. Un vero trip narcotico ben condotto dall’inizio alla fine.
Livello analogo per l’episodio “Infrarosse”, diviso in tre distinti movimenti. Nel primo (“Eterna”), emerge un richiamo all’antica scuola prog-rock nazionale di Orme e P.F.M., una delicata atmosfera che odora di anni ’70. Poi torna la tensione ritmica dello stoner aggressivo (“Ghirlande”), ed infine la terza parte (“Brillanda”) si lancia in un impetuoso crescendo stordente che ha qualcosa delle prime cavalcate Magnet-iane.
C’è ancora lo spazio per una gustosa cover dei 13th Floor Elevators, unico pezzo del disco in lingua inglese. La scelta del gruppo di esprimersi in italiano, non desta più alcuna sorpresa in un mercato musicale ormai completamente multietnico. Però resta il fatto che in ambito rock, pare come sempre funzionare bene in alcuni casi, destando qualche perplessità in altri.
Sfumature di poco conto, che nulla tolgono alla validità di questo disco. Prova efficace e personale per i Pater Nembrot, consigliata a tutti gli amanti del filone psycho-stoner.

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 28 feb 2009 alle 02:39

Ogni tanto c'è qualche recensione di qualke buona band stoner, non se ne può più di tutti sti gruppi death e black!!!!

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